FORTE ROCCA è IL NOSTRO DIO 
- I grandi inni della fede

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Dio è per noi un rifugio e una forza così si apre il Salmo 46, Salmo da cui Martin Lutero trae ispirazione per scrivere l’inno Forte Rocca è il nostro Dio, una vera pietra miliare dell’innologia cristiana.

Quando pensiamo a Lutero pensiamo a colui che accese la scintilla della Riforma, al traduttore della Bibbia in tedesco, al teologo e appassionato predicatore e anche al leader dal carattere audace, ma forse un po’ meno al musicista. Sì, perché Lutero era anche un

esperto conoscitore di musica ed un grande innovatore in campo musicale.

Martin Lutero nasce il 10 novembre del 1483 in Germania, primogenito di Hans e Margaret Luther. Sin da fanciullo Martin trova piacere nell’arte dei suoni, ama il canto e diventa un’abile suonatore di flauto e di liuto. 

Dopo aver studiato presso una prestigiosa università tedesca decide di entrare in un convento agostiniano e intraprende così lo studio formale della Teologia. 

Si laurea e diventa professore all’università di Wittenberg. Proprio in questi anni, Lutero matura la meravigliosa nuova definizione della giustizia di Dio, sviluppando la sua dottrina della giustificazione per fede. Così il 31 ottobre del 1517, un decennio dopo la

sua ordinazione sacerdotale, Martin Lutero inchioda, alle porte della chiesa di Wittenberg, le sue 95 tesi, il cui punto principale era semplice, non puoi comprare la grazia di Dio e non puoi scavalcare l’autorità della Bibbia. 

Questo atto cambierà per sempre la storia della cristianità! 

Ma Lutero non tracciò il cammino della riforma solo con le parole, lo fece anche attraverso i canti. 

Lutero aveva questa profonda convinzione sul ruolo della musica, cioè quello della musica come scopo educativo e pratica collettiva. Così la Riforma scatenò il canto! 

La teologia della Riforma venne insegnata e cantata in tutta la Germania. La Parola cantata permetteva ai credenti di imparare facilmente i temi della fede, dal momento che i testi ora erano in tedesco e non più in latino e che le musiche erano semplici e adatte ad essere rapidamente memorizzate e cantate.

Il grande riformatore rivoluzionò il concetto di musica sacra, gettando le fondamenta per un nuovo modo di pensare la musica, per una nuova cultura e forma musicale: il corale, genere che dopo di lui si sarebbe alimentato sempre di più, passando attraverso grandi musicisti come Johann Sebastian Bach, che ben due secoli dopo il riformatore, con le sue

opere, contribuì a realizzare l’ideale spirituale di Lutero: avvicinare le anime a Dio attraverso la musica!

L’uso del canto corale, però, andava contro i canoni del tempo, perché l’esercizio della musica sacra era delegato soltanto ai musicisti e agli ecclesiastici. Lutero invece voleva che il canto cessasse di essere uno spettacolo offerto ai fedeli da musicisti di professione e coinvolgesse il cristiano in un’attiva partecipazione e con la sua ferma convinzione contribuì a far rivivere il canto congregazionale, uno dei benefici più importanti della

Riforma. 

Lutero collaborò con abili musicisti per creare nuova musica. Si andò così formando un repertorio di inni, molti dei quali, scritti dallo stesso Lutero. Tra questi, quello che divenne l’inno di battaglia o la cosiddetta marsigliese della Riforma fu proprio Forte Rocca è il nostro Dio, che forse oggi è l’inno più noto ed amato della fede cristiana. 

Fu cantato in tutte le chiese della Sassonia, per le strade, fra i protestanti condannati all’esilio e persino dai martiri alla morte. 

Questo inno nei secoli ha ispirato e confortato tanti cuori. Un inno potente, che in modo toccante, si apre esaltando Dio, la forte Rocca che ci protegge in mezzo all’attacco, che ci incoraggia a confidare in Lui e ci conduce alla vittoria. Una celebrazione del potere sovrano di Dio sulle forze terrene e spirituali. Forte Rocca è il nostro Dio è un grande incoraggiamento che ha viaggiato nel tempo per arrivare fino a noi oggi e ricordarci che, anche se il mondo intorno a noi crollasse, il nostro Dio rimane saldo e fedele e noi possiamo riposare sicuri in Cristo, nostra speranza!

di Antonella del Sordo Yolo | 28 ottobre 2022

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